lunedì 15 dicembre 2008

Nobel per la Pace


9° Summit Mondiale dei Premi Nobel per la Pace

Si è tenuto la scorsa settimana (dall’11 al 13 dicembre) il 9° Summit Mondiale dei Premi Nobel per la Pace durante il quale è stato affrontato il tema generale dei “Diritti dell’Uomo: per un mondo senza violenza”.
Il Summit si è svolto a Parigi (anziché a Roma come nelle precedenti edizioni) in occasione del 60° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e ha riunito un gran numero di Premi Nobel per la Pace e diversi protagonisti della scena internazionale impegnati nella battaglia a favore della pace e della difesa del rispetto dei diritti dell’uomo.
Tra questi, oltre a Walter Veltroni e Mikhail Gorbaciov in qualità di organizzatori, erano presenti i Premi Nobel Frederik Willem De Klerk, Lech Walesa, John Hume, Mairead Corrigan Maguire, Betty Williams, e gli ospiti d’onore Bono, Ingrid Bétancourt, Kerry Kennedy, Sein Win.
Tra i vari presenti spiccava il vuoto lasciato da Aung San Suu Kyi, Nobel per la Pace nel 1991 e ancora prigioniera nel suo Paese. A lei, esempio massimo della negazione di quei diritti di cui si celebra la ricorrenza, è dedicata questa edizione del Summit.

Sta girando in questi giorni in televisione un nuovo spot della Lancia - sponsor principale del 9° Summit Mondiale - che ha come protagonisti propria alcuni premi Nobel presenti al Summit. Attraverso questo filmato, Lancia vuole in qualche modo aiutare questi grandi personaggi a far arrivare il loro messaggio in ogni parte del mondo.
Non è la prima volta che l'azienda automobilistica produce filmati (comunque pubblicitari) attraverso i quali sensibilizzare l’opinione pubblica sui Diritti Umani… Alla presentazione del filmato, Olivier Francois (Amministratore Delegato di Lancia Automobiles) ha dichiarato che “ci può essere sintonia tra gli obiettivi di un costruttore di automobili e gli obiettivi di chi si batte per la pace e i diritti umani, se entrambe le parti mettono in campo le proprie forze e la propria immagine per un messaggio coraggioso e giusto”.

Vi confesso che a me il filmato piace: mi è rimasto impresso, ma ha colpito, così come mi era piaciuto molto anche lo spot (sempre Lancia) che la casa automobilistica aveva fatto con Richard Gere sul Tibet, per sensibilizzare – anche in quel caso – l’opinione pubblica sui Diritti Umani “disattesi” in quel paese.
Lancia avrà senza dubbio il suo tornaconto, ne sono consapevole, ma mi piace anche pensare che oltre ai meri fini pubblicitari ed economici ci sia anche una certa sensibilità…. non comune nel mondo nel quale oggi viviamo.


Il filmato dello spot Lancia

Un sedile vuoto, un’assenza palpabile, un silenzio assordante. Da un key visual essenziale ma di grande portata nasce una campagna di comunicazione fuori dagli schemi, che parla di pace e di rispetto dei diritti umani, e che è dedicata a chi per la libertà di tutti ha perso la propria.
Il breve filmato si apre sulle Lancia Delta, vetture ufficiali del Summit, tutte nere in arrivo presso l’Hotel de Ville di Parigi, sede dell’incontro. I Premi Nobel convenuti al Summit scendono uno a uno. Si apre la porta dell’ultima Delta, che a differenza delle altre è bianca, ma non ne scende nessuno: il sedile è vuoto, chi deve esserci non c’è.
Sulle note di una musica fortemente emotiva lo speaker scandisce parole toccanti:
Ci sono persone che combattono da sempre.
Uomini e donne che hanno vissuto la propria vita perché noi potessimo vivere la nostra.
Queste persone sono i guerrieri più valorosi che siano mai esistiti.
Vorremmo abbracciarli tutti per un giorno.
Ma c’è un abbraccio che ci manca.
Questo film è dedicato a Aung San Suu Kyi, Premio Nobel per la Pace, prigioniera nel suo Paese.

Sembra che l’idea sia nata dalla collaborazione tra il management Lancia e gli organizzatori del Summit - in modo spontaneo - nella fase di definizione delle modalità di presenza e di supporto di Lancia, e si avvalora del sostegno e dell’apprezzamento delle personalità internazionali intervenute al Summit.
Lancia - attenta all’integrazione tra i diversi mezzi di comunicazione - ha deciso poi di sfruttare le potenzialità del web per promuovere, anche online, la campagna per la liberazione per Aung San Suu Kyi attraverso la creazione del sito
http://www.sendyourpeacemessage.org/.


Il premio Nobel per la Pace

Il Premio Nobel per il mantenimento della pace - assegnato annualmente da un comitato nominato dal Parlamento norvegese - è stato previsto nel testamento di Alfred Nobel del 1895 ed è stato assegnato per la prima volta nel 1901 (come gli altri premi previsti da Nobel stesso). Il Premio non è stato assegnato solo 19 volte: durante gli anni delle due guerre mondiali e nei difficili anni compresi tra i due conflitti; negli anni della guerra fredda (1948, 1955 e 1956) e in quelli di quella in Vietnam (1966, 1967, 1972).

Tra i vari premi Nobel per la Pace, assegnati dalla fine della II guerra mondiale ad oggi, mi piace ricordare:
- Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (1954)
- Comitato Internazionale della Croce Rossa e Lega delle Società della Croce Rossa (1963)
- Martin Luther King (1964)
- Fondo delle Nazioni Unite per l'Infanzia UNICEF (1965)
- Henry A. Kissinger e Le Duc Tho (1973)
- Amnesty International (1977)
- Madre Teresa di Calcutta (1979)
- Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati e UNHCR (1981)
- Lech Walesa (1983)
- Forze di peace-keeping delle Nazioni Unite (1988)
- Tenzin Gyatso, il 14° Dalai Lama (1989)
- Mikhail Sergeyevich Gorbaciov (1990)
- Aung San Suu Kyi (1991)
- Fredrik Willem De Klerk e Nelson Mandela (1993)
- Yasser Arafat, Shimon Peres, Yitzhak Rabin (1994)
- Campagna Internazionale per il Bando delle Mine Antiuomo ICBL e Jody Williams (1997)
- Medici Senza Frontiere (1999)
- Kofi Annan e Organizzazione delle Nazioni Unite ONU (2001)
- Jimmy Carter (2002)
- Al Gore e la commissione clima Onu (2007)


http://it.wikipedia.org/wiki/Premio_Nobel_per_la_pace
http://nobelprize.org/nobel_prizes/peace/laureates/index.html

1 commento:

Mario ha detto...

ho appena finito di leggere l'ultimo libro di Dominique Lapierre 'Un arcobaleno nella notte' sulla storia del Sud Africa, nonostante la fine dell'apartheid sia avvenuta in epoca recente e durante il pieno possesso delle mie facoltà ne sapevo molto poco.
Vogliamo quindi ricordare come Nobel per la pace
Nelson Mandela
e
Desmond Tutu?

Mario