




La Iron Curtain Trail era una frontiera fatta di filo spinato, bunker, mine anti-uomo, dal Mare Artico al Mar Nero: il muro tra capitalismo e comunismo Ora è il sentiero dei trekker e dei ciclisti nella pancia dell´Europa che corre lungo diciassette paesi e ventisei gradi di latitudineUna cicatrice lunga settemila chilometri, dai cieli di piombo del Nord fin quasi alle porte dell´Asia Mediterranea. Settemila chilometri di fili spinati, mine anti-uomo, bunker, cavalli di frisia e torri di guardia che per mezzo secolo hanno diviso il mondo. Oggi due terzi di quell´immenso apparato di sicurezza sono stati smantellati, e intere sezioni dell´ex fascia “off limits” tornano percorribili in tranquillità.
Settemila chilometri da fare anche in bici, perfettamente segnalati, dal Mare Artico al Mar Nero. Avventura garantita. Si viaggia così: in bilico tra l´idillio e l´incubo, tra i boschi di Pollicino e il fantasma del dottor Stranamore; via per spazi immensi, in una surreale commistione di pace e paranoia. Non c´è tregua, fin dall´estremo Nord, sulla frontiera che separa la Russia dalla Norvegia e la Finlandia. È la parte più tosta del viaggio, perché i reticolati ci sono ancora, e dalla parte russa trovi il confine forse più militarizzato del mondo. Visti difficili, controlli esasperanti, lande desolate, cave di minerali strategici guardate a vista dal Grande Fratello.
La pista porta a Sud fino al Baltico, sempre in Finlandia, ma le anime nomadi non potranno negarsi il piacere di un´occhiata dall´altra parte, nella Carelia russa, traversando verso Kostamuksa dal tostissimo check point di Vartius, e seguendo a zigzag fino a Wyborg (che fino al ‘39 fu la più grande città finlandese e ora ha cambiato padrone) la linea ferroviaria che consente in ogni caso di imbarcare la bici. I treni russi, puntualissimi, sono un´avventura. Sarete in compagnia di cordialissimi trekker con zaini enormi, pescatori, canoisti. Non troverete un occidentale neanche a morire, di locande non se ne parla (tendina indispensabile), ma l´ospitalità dei locali vi toglierà d´impaccio.
Terza scelta: sempre da Pietroburgo saltare sul ferry per Kaliningrad (enclave russa, dunque non serve un secondo visto), luogo inimmaginabile popolato di ricchi, affaristi e avventurieri, per sbarcarvi in bicicletta e poi traversare in Polonia. Brume azzurrine, tramonti color salmone, buie foreste, castelli di cavalieri teutonici, l´estuario immenso della Vistola, poi Danzica, dove il Muro cominciò a sgretolarsi con Solidarnosc, poi ancora il Baltico ventoso fino ai porti anseatici dell´ex Germania Est. All´altezza di Travemunde la Cortina partiva verso Sud, tagliava le colline tedesche, e oggi - smantellata o trasformata in museo - ci consegna uno degli spazi più verdi della vecchia Europa, una vera “Green Belt” che unisce il Baltico ai monti della Boemia.
Ora il percorso è uno slalom tra le due parti dell´ex Europa divisa. A Zahorie in Slovacchia, il segno di un altro scontro di civiltà: la fortezza che sbarrava la strada ai Turchi. Poi ancora riserve naturali, musei a cielo aperto dell´era comunista, foreste e bunker della Seconda guerra mondiale. Siamo in Pannonia. In Ungheria la vecchia cortina vive la sua mutazione più impressionante. La Ue sta a est e gli extracomunitari (Croazia, Serbia) a ovest; in mezzo all´Unione si spalanca il vuoto di un altro mondo ex: la Jugoslavia. I poveri di ieri sono i ricchi di oggi, e viceversa. Campagne immense, trombe di zingari, odor di carbone, check point rilassati, e il viaggio si avvicina all´Oriente, alle terre raccontate da Magris ne Il Danubio, col grande fiume che s´infossa tra Serbia e Romania prima delle ultime pianure. Kikinda, Bela Crkva, Kladovo, Negotin: a sud i nomi dei luoghi cominciano a cantare. A Strumica in Macedonia hai la più alta concentrazione mondiale di suonatori di fiati. Sui monti Rodopi, in Bulgaria, cantano i primi muezzin e, a due passi dagli ex reticolati con la Grecia, vive Valja Balkanska, una delle voci più straordinarie del mondo. Anche qua, guai a farsi catturare troppo da piste, parchi e musei. Un viaggio lungo una frontiera deve essere fatto di sconfinamenti. Specialmente in queste terre bastonate dagli imperi e dalle nazioni.
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La città dei gatti e la città degli uomini coesistono una dentro l'altra, ma non sono la stessa città. Italo Calvino (Le città invisibili)
Sotto il cielo non vi è cosa più morbida e cedevole dell’acqua, e nulla è meglio di essa, per attaccare ciò che è solido e forte; nulla la eguaglia. Il debole può superare il forte; il morbido può superare il duro. Chang Sang-fengDimmi e lo dimenticherò, mostrami e potrò ricordarlo, coinvolgimi e lo capirò. Confucio
Vince chi sa gestire il silenzio. Concita De Gregorio
Quando soffia un forte vento, alcuni costruiscono muri, altri mulini a vento. Detto cinese
Why be extraordinary when you can be yourself
(Perchè essere straordinari quando si può essere se stessi). Daniel Ezralow
Istruitevi perchè abbiamo bisogno di tutta la vostra intelligenza. Antonio Gramsci
La vita è un viaggio, viaggiare è vivere due volte. Omar Khayyam
Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marcia, chi non rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce [...]. Pablo Neruda (Lentamente muore)
La forza senza intelligenza rovina sotto il suo stesso peso. Orazio (Odi)
Guarda vicino e guarda lontano, tutto può essere uguale in una dimensione spazio tempo, guarda dentro te stesso e vedi che non esistono più lunghezza e larghezza. Fabio Romano
È inutile preoccuparsi del fatto che oggi potrebbe essere la fine del mondo. In Australia è già domani. Charles M. Schulz