giovedì 8 ottobre 2009

Un viaggio... che prima o poi vorrei fare



Sul camino degli Incas

Ieri sera, alla fine di un'intensa e lunga giornata, mi sono messa a sognare ad occhi aperti... e ho letto con entusiasmo e attenzione un bell'articolo comparso sui Viaggi di Repubblica.

Vi riporto interamente l'articolo, sperando che entusiasmi voi come ha fatto con me... rappresenta uno dei viaggi che, prima o poi nella mia vita, vorrei fare, zaino in spalla, macchina fotografica pronta e occhi aperti... per scoprire un mondo (antico?) così lontano e così diverso dal nostro.

Buona lettura!!!!
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Incas. Il cammino incantato al centro dell' impero
di Omero Ciai (La Repubblica, 7 ottobre 2009, pag. 34, sezione VIAGGI)

Bisogna essere veramente pigri per rinunciare, una volta arrivati a Cuzco, al camino Inca che porta a Machu Picchu.
Dall' ombelico del mondo (è questo il significato della parola Cuzco in lingua quechua) ci sono due modi per raggiungere la "città perduta", scoperta quasi cent' anni fa (1911) dall' esploratore americano Hiram Bingham con una spedizione finanziata dall' Università di Yale: il primo è a piedi, l' altro in treno. La ferrovia bordeggia il fiume Urubamba e il treno ci impiega tra le tree le quattro ore per arrivare ad Aguas Calientes da dove, poi in autobus, si raggiunge Machu Picchu. C' è un treno più economico ed uno di lusso, che chiamano Vistadome, con alcune parti del tetto dei vagoni in cristallo affinché i passeggeri possano vedere bene il panorama stando seduti.
Ma una regione incantata di vallate mozzafiato sopra i tremila metri non può essere semplicemente visitata, l' unico modo per conoscerla è viverla. E un modo per viverla è affrontare a piedi, sacco in spalla, i quarantadue chilometri del camino Inca che univa Machu Picchu con la capitale dell' impero: Cuzco.
È una lunghezza da maratona ma nella versione turistica moderna si percorre in quattro giorni con tre soste notturne.
La parte più affascinante del tragitto è al terzo giorno quando si supera il passo di Runkurakay e in mezzo ai cervi e a magnifiche valli si arriva fino alle rovine di Intimata, un complesso di terrazze e banchine costruite nel pendio di una montagna, prima di scendere verso l' ultimo accampamento, Wiñaywayna, ormai prossimi all' aerea di Machu Picchu.
Il vantaggio di raggiungere la città perduta sulle proprie gambe è anche quello di arrivarci all' alba, quando una luce tremula illumina poco a poco il tracciato della città, rendendola ancora più maestosa.
L' ultimo tratto da Wiñaywayna alla meta si percorre in poco meno di due ore ma già ad Inti Punku, poco dopo la metà del viaggio, si comincia a distinguere Machu Picchu.

All' origine il camino inca che collegava Cuzco a Machu Picchu era lungo circa 130 chilometri ma oggi la parte conservata che si percorre a piedi è appena un terzo. Sull' accesso c' è un numero chiuso e di solito conviene comprare il biglietto con un po' di anticipo.
L' avvicinamento al trekking inizia con un autobus che da Cuzco arriva fino al km 82 della strada verso Machu Picchu. Da qui, con una prima giornata di leggere salite, si prende l' antico cammino attraversando il fiume su un ponte sospeso di corda e legno. Insieme alle vedute, ai canyon e alle rovine di altri insediamenti incas che si trovano lungo la via un' attrazione della zona sonoi differenti tipi di orchidee che si incontrano.
La prima notte si trascorre in un accampamento che si chiama Wayllabamba e che si trova intorno ai 3.000 metri. Prima di partire, quando scegliete le cose da portare, ricordatevi che, anche in piena estate, l' escursione termica tra il giorno e la notte può essere molto forte e può fare piuttosto freddo.
Il secondo giorno è anche quello più difficile perché si sale fino ai 4.000 metri del passo di Warmiwañusca. Tutto il viaggio viene fatto sempre insieme ad una guida locale ma se non siete abituati all' altitudine e alla scarsezza di ossigeno e non siete abbastanza allenati per il secondo giorno si consiglia di pagare un portatore che vi aiuti con i bagagli o lo zaino fino al passo. Il servizio costa una decina di euro e vi consentirà di salire un po' più leggeri e più tranquilli.

Per gli incas Machu Picchu (l'Antico picco) non era una città come tutte le altre. Aveva soprattutto una funzione strategica. Più che da abitazioni Machu Picchu era costituita da una serie di templi, osservatori e palazzi per accogliere l' élite degli incas in modo che si potesse difendere e proteggere in caso d' attacco in un' area quasi inaccessibile arroccata su uno sperone roccioso a 2300 metri d' altezza e a 450 metri a strapiombo sulle acque del fiume Urubamba.
Ancora oggi tutto il suo incanto e il suo mistero nasce da questa straordinaria posizione geografica.

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